sabato 23 agosto 2014

Manara risponde su Fumettologica, ma la marea è sfavorevole

Tra il sorpreso e il preoccupato, Milo Manara risponde su fumettologica alle critiche per la sua copertina su Spiderwoman. Cito il passaggio che secondo me centra il punto

A meno che non ci sia, di questi tempi, una ipersensibilità verso immagini più o meno erotiche, dovuta a questo confronto continuo che siamo chiamati a fare con l’Islam. Si sa che la censura del corpo della donna non dovrebbe essere una caratteristica nostra, occidentale. È anche questo che mi sorprende abbastanza.
Personalmente mi vengono i brividi quando con leggerezza si discute su cosa  sia "accettabile" nel mondo dei fumetti e in generale su ogni forma di rappresentazione artistica, giornalistica o di qualsiasi altro tipo. Ho sempre pensato che il "pubblico senso della decenza" esistesse proprio per essere messo in discussione. I Fumetti, dagli anni 60 in poi, hanno svolto un bel ruolo in questo senso. Putroppo sempre più spesso proprio dal fronte progressista arrivano divieti e scomuniche internazionali.

Ad esempio Wired recensendo il secondo film di Sin City di Frank Miller  dice
Honestly, it’s probably wrong to expect more—all gratuitous everything is the Rodriguez/Miller brand to the core. Sin City stories aren’t meant to be deep, and aren’t here to be politically correct. That’s fine. A lot of un-PC material can be compelling, but what was compelling when Rodriguez and Miller released their first flick in 2005 gets little more than a re-tread here, and a lot has changed since then. As a cinematic venture, A Dame to Kill For is a perfectly fine Sin City adaptation, but Miller and Rodriguez are releasing this film in a time much different than when its predecessor—let alone its source material—were released. After nine years, it’s a shame they haven’t matured.
Il succo della critica è dunque che il film è bello, ma che un certo approccio - alla sin city appunto - non è più adatto ai tempi odierni, evidentemente più politically correct di quando uscì il primo film e ancor più di quando si pubblicava il fumetto. I palati si son fatti più sofisticati e gli stomaci più deboli.

Una certa quantità di sfide alle certezze e alle consuetidini del lettore/spettatore dovrebbe essere un pregio per un'opera. Scopriamo che non è più così, come dice Manara

devo prendere atto che quella che secondo me è un’immagine bella, piacevole, attraente, seducente – che è esattamente il mio scopo, o quello che vorrei raggiungere – per altri è disturbante. Ma questa è una cosa di cui devo prendere atto ogni volta. E per certi versi mi sorprende sempre di più. 

e noi ci sorprendiamo con lui

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