Man mano che la vita è avanzata tempo e volontà si sono ridotti, mentre tutto è diventato più alla portata: Internet ha fatto sparire distanza e formati, ha ridotto parecchio i costi. La produzione giapponese di anime e manga tradotta in italiano è ormai almeno tre-quattro volte quella degli inizi del secolo. Sul fronte dell'animazione poi i vari servizi streaming garantiscono una quantità di serie addirittura in contemporanea. La mia percentuale di "copertura" (e d'interesse) è passata dal 100% delle testate in fumetteria a non più del 15%
Anche sui comics siamo lontani dal fantastico
mondo in cui periodicamente mi perdevo nel previews Diamond dove i
fumetti si ordinavano con due mesi d'anticipo sull'uscita, potendoli
giudicare a malapena dalla copertina, dagli autori coinvolti e da
qualche riga di descrizione. Tante delusioni e altrettante scoperte.
Potersi godere Sin City, Strangers in paradise, Bone e Cerebus senza
curarmi delle singhiozzanti edizioni italiane, leggere i crossover Marvel, DC e Image mediamente un anno
prima della versioni italiana aveva il sapore del privilegio
pionieristico. Ora anche le edizioni originali le leggo ben dopo l'arrivo sugli scaffali nostrani
Nonostante questo, One punch man è una clamorosa sconfitta in casa. O almeno un pareggio, visto che la prima puntata l'avevo già visto su VVVID tempo fa, così come la prima serie dell'attacco dei giganti l'ho già conclusa ben prima dello sbarco su RAI 4 e ancora Rep.it
Mi consola pensare che per i miei successori divoratori di nuvole disegnate, la terra dell'abbondanza sia qui e il tempo e la volontà che li animano ora può essere usata per godersi una quantità infinita di materiale con più libertà di scelta, ma forse con in meno il sottile piacere della conquista.
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